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La storia del caffè tra miti e leggende

25 maggio 2018

Un amore millenario, una storia affascinante. È la storia del caffè e della sua scoperta, tra peripezie storiche e antiche leggende

Caldo, seducente, dolceamaro: il caffè ha mille volti e mille sfaccettature legate ai suoi molteplici effetti, considerati al contempo benefici e corroboranti, eccitanti e proibiti. Ecco perché intorno alla storia del caffè si dipanano miti e leggende legati alla sua nascita e alla sua diffusione.

Come nasce il rito del caffè?

Benché l'abitudine di bere caffè accomuni molti popoli in tutto il mondo, non tutti conoscono le origini e la storia del caffè: chi furono i primi a scoprire le proprietà benefiche della pianta del caffè e a trasformarla nella primordiale versione della deliziosa bevanda che conosciamo oggi? E ancora: come nacquero le prime caffetterie e come si evolvé il consumo del caffè fino a diventare un vero e proprio rituale?

Scopri con noi la storia del caffè, una storia d'amore che dura da millenni.
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Il rito del caffè: un amore millennario

Se la provenienza dell'arbusto Coffea Arabica resta ancora incerta e si perde tuttora nei meandri della storia più antica, che parla di truppe provenienti dall'Etiopia che portarono il caffè nello Yemen durante le loro campagne militari, l'origine del rito legato al consumo della bevanda di caffè è intessuto di racconti, a metà tra verità e leggenda: si narra che il primo a scoprire le proprietà energizzanti della pianta del caffè fu Kaldi, un pastorello dello Yemen che notò quanto le sue capre fossero eccitate dopo averne mangiate alcune bacche.

Testimonianze storiche più attendibili riferiscono la presenza dei primi luoghi di degustazione, i precursori del moderno bar, già durante il XV secolo, nelle città arabe di La Mecca e Medina: non a caso infatti il caffè veniva anticamente definito "vino d'Arabia". Da qui le caffetterie si diffusero rapidamente in tutte le metropoli, da Istanbul dove presero il nome di qahveh, a Il Cairo, da dove partirono le esportazioni che portarono il caffè in Europa.

La storia del caffè in Italia

Il caffè fece la sua comparsa in Italia intorno al 1570 a Venezia: la leggenda narra che la scoperta avvenne casualmente, grazie al ritrovamento di alcuni sacchi contenenti questi "grani bruni" che gli Ottomani avevano usato come barricate nel loro tentativo di assaltare la Serenissima.

La storia attribuisce invece la paternità di quest'importazione a Prospero Alpini, celebre medico e botanico del Cinquecento che, con l'obiettivo di farne oggetto dei suoi studi, portò con sé a Venezia alcune piante di caffè dall'Oriente.

Bisognerà tuttavia aspettare il secolo successivo per veder sorgere le prime botteghe del caffè: inizialmente usato come medicamento e venduto esclusivamente in farmacia a costi esorbitanti, per diventare un "rito di piacere" il caffè dovette superare la diffidenza popolare e soprattutto la dichiarata avversione della Chiesa, che per un periodo ne proibì l'assunzione, soprattutto alle donne, condannando il potere eccitante della bevanda e attribuendole proprietà diaboliche.

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Sarè la rivoluzione di pensiero e costumi portata dall'Illuminismo nel Settecento a far esplodere il vero e proprio boom delle caffetterie: il caffè venne consacrato a bevanda degli intellettuali e degli artisti, proprio per quelle sue proprietà rinvigorenti. Tra i caffè più antichi d'Italia nacquero il caffè Florian a Venezia (1720), il caffè Greco a Roma (1760), il caffè San Carlo a Torino (1822) e il caffè Gambrinus a Napoli (1860).

Nel 1763 a Venezia si potevano contare oltre 200 caffetterie. Luogo di aggregazione e socializzazione, ma anche di confronto e dibattito politico, il caffè si trasformò ben presto in un ritrovo per i giovani artisti dell'epoca. Tantissimi sono gli scrittori, i poeti e i musicisti che, nei secoli, hanno reso omaggio alla bevanda sopraffina o, semplicemente, se ne sono lasciati ispirare per comporre le loro opere.

Leggi anche: Il Caffè nell'Arte

La storia del caffè Espresso Napoletano

Il caffè a Napoli è un rito, una tradizione, un irrinunciabile piacere quotidiano. È nella città partenopea che il rituale del caffè ha trovato la sua massima espressione trasformandosi nel moderno caffè espresso.

La storia del caffè espresso a Napoli inizia sotto il regno della regina Maria Carolina D'Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone: fu lei a introdurre a corte l'usanza di bere caffè per adeguarsi ai costumi viennesi e parigini. Il caffè napoletano venne servito per la prima volta, secondo alcuni racconti dell'epoca, durante un ballo alla Reggia di Caserta, da camerieri vestiti di bianco: i primi baristi.

Per parlare di caffè espresso napoletano però bisognerà aspettare, oltre un secolo dopo, la nascita della macchina per l'espresso, successiva anche alla cocumella, l'antica caffettiera che ancora oggi viene utilizzata nelle case di alcuni napoletani nostalgici. I napoletani diventarono immediatamente maestri nel maneggiare la macchina per l'espresso: questo dettaglio, unito a una particolare tostatura dei chicchi e, si dice, alla qualità dell'acqua, conferiva al caffè napoletano un aroma impareggiabile, un gusto ricco e una cremosità senza precedenti, tutte caratteristiche che resero il caffè Espresso Napoletano ciò che è oggi: una tra le bevande più apprezzate e famose in tutto il mondo.

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