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Offrire un espresso: la filosofia del Caffè Sospeso

Offrire un espresso: la filosofia del Caffè Sospeso 12 marzo 2018 • Staff Caffesospeso

Spesso, quando è mattina, a Napoli si va al bar per fare colazione con un buon caffè. Scuro, denso e fumante, da bere in due sorsi. Ma invece di pagare solo per il proprio caffè, se ne pagano due, lasciando l’altro come “sospeso per un estraneo. Un semplice e anonimo atto di generosità per offrire una piccola sorpresa a chi non può permettersi uno dei beni più preziosi per la città partenopea.

Il caffè sospeso è una tradizione napoletana che è esplosa durante la seconda guerra mondiale e ha visto il suo gran ritorno negli ultimi anni, durante i più duri periodi di crisi economica. Da Napoli, con il passaparola e via Internet, il gesto si è diffuso in tutta Italia e in tutto il mondo, fino ai bar del lontano Brasile e della Svezia. In alcuni posti d’Italia, la generosità si estende alla pizza o al panino sospeso, o persino ai libri.

Napoli è una città nota per la sua grinta, la bellezza, il caos. Nonostante queste cose, o forse dovremmo dire a causa, le persone sono anche famose per la loro solidarietà di fronte alle difficoltà.

Nessuno qui sembra sapere esattamente quando o come è iniziato il rito del caffè sospeso. Ma si parla di una storia fatta di piccole gentilezze per cui i napoletani sono conosciuti, misto al posto speciale che il caffè occupa nella cultura.

La spiegazione che è arrivata fino ai giorni nostri ci è stata tramandata dallo scrittore Riccardo Pazzaglia. Secondo costui, la tradizione del caffè sospeso avrebbe avuto origine dalle dispute che di frequente nascevano al bar, tra conoscenti e amici, su chi dovesse offrire i caffè: nella confusione, talvolta poteva accadere che venisse pagato un caffè in più.

In quel caso, invece di chiedere la restituzione della somma pagata, il caffè veniva lasciato "sospeso" per il prossimo avventore: un gesto ches si inquadra perfettamente in un repertorio più ampio di piccoli atti di reciproca solidarietà che i napoletani erano - e sono tuttora - soliti praticare.   

In un momento di difficoltà, agli italiani possono mancare molte cose, ma mai il caffè! Ecco perché diventa il regalo più comune lasciato alle persone povere.

Oltre il 90% delle famiglie italiane beve caffè a casa e c'è un bar ogni 490 italiani; anche i numeri confermano che dal caffè non è possibile prescindere. L'espresso si presenta in forme apparentemente infinite: ristretto, lungo, macchiato o schiumato. Ma qualunque sia la sua forma, è uno degli ingredienti della vita di cui non impareremo mai a fare a meno.

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Caffè sospeso: un rituale di solidarietà

Bere il caffè è un atto che viene eseguito rigorosamente in piedi al bancone per pochi minuti veloci. Un momento che scandisce le ore che passano, un rituale intimo che all’occorrenza diventa anche pubblico.

Molti baristi attribuiscono un'anima al processo di produzione del caffè e sono orgogliosi di conoscere le preferenze dei loro clienti, anche prima che questi mettano i gomiti sul bancone e inizino a parlare del tempo.

A Napoli, il caffè è un mondo a sé, sia culturalmente che socialmente. Il caffè è un rituale che è ancora più buono se accompagnato dalla solidarietà.

Questa solidarietà si sta diffondendo, tanto da incoraggiare oggi la donazione di un caffè per i più poveri lasciando uno scontrino già pagato al bar. In alcuni bar i clienti possono lasciare le ricevute in un apposito contenitore, da cui i bisognosi possono tirarne fuori una ed utilizzarla. In altri, i clienti pagano in anticipo per un caffè in più, e il barista mantiene una sorta di lista bloccata.  

Il caffè a Napoli è una scusa per dialogare, per raccontare storie, non come in altre città italiane più frenetiche. A Napoli non si beve caffè, lo si prende, come medicina.

La filosofia del caffè sospeso è che tu sei felice oggi e dai un caffè al mondo, come un regalo!

Esiste anche un giorno dedicato al caffè sospeso: il 10 Dicembre infatti si ricorda questo momento di solidarietà che, a partire da Napoli, ha saputo conquistare tutto il mondo. Ecco perché anche il nostro modo di vivere e concepire il caffè ha voluto abbracciare il tema solidale, donando il 5% di ogni transazione alla Onlus “1 Caffè."

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